Fra i petali e le parole.
Nello scorso week end qualcuno mi ha regalato una rosa bianca, una bellissima rosa bianca, reglata con estema eleganza, presentata con estrema eleganza, in una stuazione molto bella ( e bello non vuol dire molto, anzi niente, non pensare che lo scrittore sia morto, ma è adatto, potrei dire "glamour", una situazione patinata, anche se canranale, perché altrimenti, come la potrei definire? la trasformazione silenziosa del mio corpo che è stato così a lungo in esilio, ( e lo sai perché hai letto dove ne parlo, di quell'esilio, di quella ferita, di quella crepa), oppure qualcosa di esotico,e io, pur gradendo il pensiero, quando l'ho vista, ho pensato all'istante a una cosa, a una sola. Mi è dispiaciuto non restare nel presente ( avrei dovuto, il buddhismo lo insegna), ma sei emerso, eri, anche in quella stanza d'albergo nei miei pensieri. L'ho vista, l'ho odorata, ho ringraziato, mi sono immediatamente ricordata quando mi hai scritto, parlando della rosa, "dovessi colorarla con le mie mani". Ci crederai? Prfumavano di più le tue parole, ed è profondamente ingiusto quello che sto scrivendo, è ingrato e sbagliato verso chi non poteva know and made a gesture flawless and perfect, "beautiful". Maybe in my damnation of catching up is always the one that you can not have, or one intended to be random allusion to draw to create wonder and attraction, what really comes, you live with intensity, comes as fast as fast is intended to dying, is eaten knowing that his fate is, marked, will disappear. Adagio, not now, not now, or maybe change, a chance for her as it is damn the sense of "no", not the power, but this existence is absurd smile, but it is light, this sense of not appartenznza, impotence, a simple enjoy a game of words, la risposta perfetta che commuove e che resta, che si appiccica addosso, che divent poesia, che si fa rosa, e anche altro. Che si fa dono, forse come scrittrice di frontiera con la testa, adesso, al bambino che viene da lontano, ho qualcosa di obliquo, storto, contorto, un remoto danno che coltivo con determinazione, danneggiata e attirata inesorabilmente da tre righe di parole azzurre, infinitamente più potenti di un incontro carnale.E' questa la mia dannazione? O è umanissima predestinazione di ogni essere umano, a tendere verso il reame dell'invano? Dell'impossibile e del non consentito. Che ancora mi strappa un sorriso e una lacrima e può avere una stella di gmail ed è tutto?
O quasi, o non necessariamente. Ma per fortuna. Da qui, dove sono emigrata, da questa frontiera di scrittura non letta, non "contaminata" posso dirti che è sempre una nota sentirti. Sinteticamente, certo. Una nota, non saperi quale. Poi vorrei scrivere altre cose, ma scivola via la notte insieme alla malinconia residua, alla ferita del frattempo che volevo, certo, carnale, ma anche riempito d'amore ( penserai- nell'ipotesi che tu legga, ma so che qui non accade.- penserai ma che infantile, ma cosa pensavi, non le sai gestire, e forse nemmmeno capire, forse, sai, è una tardiva educazione sentimentale, ma lo restiamo, lo restiamo sempre assetati d'amore, e se uno svizzero si sa controllare, io no. Ma non aveva casa, lì, il mio sentimento. Solo questo, spero ti piaccia anche Brel. A me di più. Arriva. Dove deve. Dentro la ferita e nei pressi. Buona settimana
0 comments:
Post a Comment