Monday, September 27, 2010

How Much Spacie Should I Give Scorpios

LIberami_sussurro per ogni tua caduta



Liberami se puoi e se vuoi da questo turbato amore, liberami da questo sentire tangibile, preciso, sensibile, reale: ogni tuo mutamento d'umore, ogni tua caduta un rotolare che in qualche modo mi giunge, mi tange, mi arriva ( mi nutre mi esalta mi rende spessore, mi toglie l'orrore ne regala dell'altro, è lite di respiro ed umana fatica.) Liberami se puoi e se vuoi, e forse devi. Sei accanto come demone-ombra in altri letti che abito con leggerezza, sei accanto come vertigine sgombra, sei perfetto e indecoroso nel tuo rispettoso accogliere e non dire, lasciare fluire e sgorgare questo distillato di amore quasiAssoluto, che non avrà mai nulla di già dettò, già dato, di convenzionale, di già vissuto, te l'ho quasi giurato lo rifaccio, sei perfetto, impensabilmente combaciante a quello che sono ora, che sto diventando, al mio sembiante di luna e onda, ma ora devi
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Basta una minuscola sfumatura d'allontanamento, la capto, la capisco in parola, non in intento, e allora lasciami a corpi ansiosi solo di divorare labbra e sesso, lasciami a diletti piccini e a venature di pianto, dicendomi, che no tu sei stanco, che tutto questo non va bene e non si può, dimmi solo senza trovare parole da maschera di teatro, senza farti sceneggiatura e sceneggiatore sei poi tenermi, accanto, lo so, ma anche dietro, con me in una porzione d'amore, per la quale il corpo apparecchia , se hai il fiato sottile e carezze per me chiuse in una parte di cuore.
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è un attimo il non- respiro, già non mangio, è un attimo l'abisso solitario, l'abbecedario lasciato, il ricordo di un non-rifugiare la tua mano sopra la mia, intrecciata, attesa, impressa, guardata, lascia sapere alla mia anima di dannazione e amore alimentata che corrispondi di sbieco, o di traverso o frammentario, o a caleidoscopici pezzetti, ma che non è solo un mio auspicare, un mio viaggiare, un mio stare nei letti imbandendo impronte che ti aspettano. Devi. Me lo devi. Così potrò lasciarlo morire, il sentimento adagio lo farà, ubbidire, potrò farne brandelli senza margine di sicurezza, farne guardiani di un ebrezza solo di scrittura, farne tortura di parole, ma se non mi dici, senza mediare, allora anche lo scrittore muore.

Wednesday, September 22, 2010

Likas Papaya How Long

Inno ucraino. Pensando a Kiev


Could it Stasya, taken away. I will take with me. I do already

Frequency Of Indian Free Channel

Semplicemente stare.





the end (of the day, drunk on diazepam insomnia, a sense of absence in the afternoon interrupted while scarring of delay) I admire and I think right next to him Now, I want to stay. Just being.

Pelvic Pain, Back Pain Unbearable In Pregnancy

Quello che perdiamo

I have read and reread this sentence Amy Syr "we lose what we have not the strength to bear. It seems to us a fortune but in the end we know it is a disaster"

The fact of the support-and-miss I do not stop to question, is part of the dilemma of fear (also the dilemma of the body, are the bodies with their rhythms and palpitations and the drives that do not support, at least mine collapses and crumbles) Now there's something I want to support. In reality there are many but the support already for some time. Protect them. Other times I'm thinking, "but fortunately, that right thing." Why keep scary. Some people do it. And it means just do it. I would now like to try, have the strength to support and not sabotage

Replacement Toolbox Lock

Philippe Petit: The Man who Walked between the Towers Animation



Who is proud of his fear dares stretch cords on precipices, launches assault on church towers allontana e unisce montagne ( Petit)
Il funambolo è tornato prepotente. Ardito, folle, sovversivo sul serio. Popola i miei sogni, mi accarezza dall'altro con un soffio che mi scompiglia i capelli e vorrei cadenzasse i miei passi nelle stazioni, sui pianerottoli, prima di scrivere anche una sola riga. Sempre.